Cari lettori,
nella nostra sezione "Attorno al cristianesimo" ben s'incastona uno studio di Gaetano Barbella che ci trasporta tra scienza e religione con il suo interessantissimo saggio:

L’ALLINEAMENTO DEI PIANETI

DEL MESSAGGIO DELLA MADONNA DI CAPUA

 

 

La mela del bene di serendipity

«Qual dolce mela che rosseggia alta su un ramo, se ne stava sola, alta fra le più alte: la dimenticarono i raccoglitori? No, non la dimenticarono. Solo, non riuscivano a raggiungerla...»[1]

Ma se la citazione sulla mela riguarda la scienza del bene e del male – mettiamo – dell’albero posto al centro del biblico giardino edenico, quindi chiaramente mirante a mettere in guardia il lettore perché è avvelenata, appunto, nulla vieta di immaginare che possa esistere anche la mela buona per la scienza e per l’umanità che può beneficiarne.
Insomma ci sono mele che non vanno colte ed altre sì, ma chi lo può dire?
E qui ora entra in discussione il concetto di “serendipity” per dar corpo al fatto che per un oscura sorte ci piove casualmente addosso una normale mela – niente di speciale –, come quella di Newton, cosa che gli permise di cogliere un’altra mela di grande portata scientifica nel campo della fisica astronomica. Una “normale mela” che però, pur notandola, nessuno la raccoglie, eppure Gesù addita, a coloro che cercano da lui un segno cui avvalersene, il «segno di Giona» che può aprire la loro mente a cose insospettate! (Matteo 12,38-42)
Il termine serendipity entra nel vocabolario delle scienze sociali grazie al lavoro di Robert K. Merton, il quale, interessato da sempre alla sociologia della conoscenza, ne fa uso per elaborare una teoria sulla accidentalità delle scoperte scientifiche.
Egli riprende questo termine inglese, comparso a fine XVIII secolo, da Horace Walpole il quale, leggendo il racconto “Tre principi di Serendippo” di Cristoforo Armeno, conia la parola serendipity per identificare tutti quei casi che si scopre inaspettatamente una cosa, mentre si era alla ricerca di un’altra.
Merton affronta l’analisi delle scoperte scientifiche nella sua opera più nota “Teoria e struttura sociale”, dove usa il termine di serendipity per riferirsi a quelle scoperte e teorie che nascono dall’osservazione di un dato inaspettato, inusuale o imprevisto (come la famosa mela della teoria gravitazionale di Newton). Con serendipity, dunque, non si intende la casualità della scoperta, bensì l’accidentalità insita nella ricerca scientifica che lo scienziato deve saper cogliere o seguire, anche inconsapevolmente, e che conduce a scoperte fondamentali per l’avanzamento dell’uomo nella conoscenza. Il concetto di serendipity rafforza l’idea di una realtà che deve essere letta attraverso i segnali che ci fornisce, allo scienziato spetta il compito di saperli leggere.
Attraverso questo concetto, Merton sottolinea anche il carattere di necessaria apertura che uno scienziato deve avere nel suo lavoro di ricerca.
Molti sono gli esempi delle scoperte avvenute attraverso la serendipity, tra le quali è possibile citarne alcune: il nuovo continente scoperto da Cristoforo Colombo, l’acido lisergico di Hoffman, la scoperta di Urano di Herschel mentre era alla ricerca di comete, la bioelettricità da parte di Galvani e molti altri.[2]

Certo sull’onda di serendipity non sarebbe male che l’imbeccata per la scienza fosse del genere di mela di Newton, e non come quella che ora presenterò e che riguarda certi fatti di ordine mistico, nulla a che vedere quindi con la ricerca scientifica.
Ma se invece non è così? In fondo cosa conta se questa condizione non sussiste a vista d’occhio. Cosa conta se l’imbeccata che lo scienziato ma anche l’uomo comune desideroso di sapere, s’aspettano, per svincolarsi dallo stallo delle sue importanti ricerche, gli perviene da un mondo “estraneo”? Che poi si va a scoprire che non lo è affatto!

Il defunto scienziato Richard Feynman, Nobel per la fisica, nel suo libro «Il senso delle cose» tratteggia la natura dello scienziato moderno con le seguenti parole: «Molti si stupiscono che nel mondo scientifico si dia così poca importanza al prestigio o alle motivazioni di chi illustra una certa idea. La si ascolta, e sembra qualcosa che valga la pena di verificare – nel senso che è un’idea diversa, e non banalmente in contrasto con qualche risultato precedente – allora si che diventa divertente. Che importa quanto ha studiato quel tizio, o perché vuole essere ascoltato. Il questo senso non ha nessuna differenza da dove vengano le idee. La loro origine vera è sconosciuta. La chiamano “immaginazione”, “creatività” (in realtà non sconosciuta, è solo un’altra cosa come l’”abbrivio”). Stranamente molti non credono che nella scienza ci sia posto per la fantasia. E’ una fantasia di un tipo speciale, diversa da quella dell’artista. Il difficile è cercare di immaginare qualcosa che a nessuno è mai venuto in mente, che sia in accordo in ogni dettaglio con quanto già si conosce, ma sia diverso; e sia inoltre ben definito, e non una vaga affermazione. Non è niente facile.».
Dunque, lasciando da parte la solita concezione degli scienziati moderni di stimare i fatti di serendipity come casuali, l’imbeccata in questione, vada come abbrivio, anche se non sembra una spinta “imparentata”. Si tratta di chiudere gli occhi e affidarsi a qualcosa che non riesce nemmeno a immaginare, giusto come afferma Feynmann.

 

Aspettando la tempesta di stelle cadenti

Una casuale mela di Romagna

La notte a cavallo del 17-18 novembre 1998, tutti gli astroastrofili e curiosi interessati erano postati per tentare di osservare l’attesa pioggia di meteore appartenenti al ben noto sciame delle Leonidi, il cui nome deriva dal fatto che esse sembrano provenire dalla costellazione zodiacale del Leone (radiante).
Quello delle Leonidi è uno sciame ben conosciuto per le storiche tempeste che si sono verificate nel corso degli anni, cosa che non sempre si è mostrata secondo l’attesa.
Fu così anche per Lorenzo Lovato in attesa nel suo osservatorio di Monte Romano tutto pronto con il suo obiettivo di 16 mm a largo campo.[3]
La foto dell’illustr. 1 mostra la meteora Leonida dalle seguenti caratteristiche rilevate che egli ha fotografato quella notte:

Illustrazione 1: Dal suo osservatorio di Monte Romano, Lorenzo Lovato ha realizzato la ripresa di questa sfera infuocata attraverso un sottile strato di nuvole durante il picco dello sciame delle Leonidi del 1998 con un obiettivo di 16 mm a largo campo a f/2.8, esposizione di 15 minuti su pellicola Fuji 800.

Data: 17.11.1998, 00h.06m TU; Radiante (17/11) - Ascensione Retta : 10h 08m ; Declinazione : +22°.
Nell’immagine di Lorenzo Lovato del Gruppo Astrofili Antares di Lugo (RA), si osserva uno splendido bolide di magnitudine –10, parzialmente nascosto dalle nuvole, apparso nella costellazione del Perseo e terminato nella costellazione dei Pesci.
Probabilmente apparteneva allo sciame delle “Leonidi”, le quali hanno il radiante situato nella costellazione del Leone, a metà strada tra epsilon e gamma Leonis, cioé a destra del collo e sotto la testa dell’animale. Non disponendo delle esatte coordinate l’attribuzione rimane incerta.
Le Leonidi sono attive approssimativamente dal 14 al 20 novembre, ma la maggior parte delle sue meteore si osserva nella notte tra il 17 e il 18 novembre. [...]
La cometa che origina lo sciame è la Tempel-Tuttle, passata al perielio il 28 febbraio 1998 e la cui traiettoria interseca l’orbita della Terra proprio tra il 17 ed il 18 novembre. Esiste inoltre un angolo di circa 17° tra le due orbite in questione.
Quando il nostro pianeta interseca la traiettoria della cometa, ecco che le polveri da essa rilasciate vengono attratte dalla forza gravitazionale terrestre e, bruciando per attrito dovuto all’atmosfera, producono scie che sono tanto più luminose quanto più grande è la meteora.

 

Le Leonidi nella storia [4]

Il primo riferimento alle Leonidi risale al lontano 902. Come riferisce Condè (History of the dominion of Arabs in Spain, 1820), alla morte del re Ibrahim bin Ahmad, a metà ottobre del 902, “un numero infinito di stelle fu visto durante la notte, disperdendosi come pioggia a destra e a sinistra, e quell’anno venne conosciuto come l’anno delle stelle”[5].
In Italia l’evento fu considerato nefasto e collegato con l’invasione della Calabria e l’eccidio di Taormina, avvenuti in quell’anno a opera dei Saraceni[6].
Riferimenti si trovano anche in fonti cinesi: una cronaca cinese del 1002 dice: “Cadde una gran quantità di piccole stelle”[7].
Di nuovo di ambiente arabo è una citazione del 1202: “nella notte di sabato, nell’ultimo giorno di Muharram, le stelle... volarono le une contro le altre, come uno sciame di cavallette”[8].
Venendo a epoche più recenti, presso i nativi sudamericani von Humboldt e Bonpland trovarono traccia di segnalazioni di piogge avvenute diverse volte nel passato, con una periodicità di circa 30 anni, l’ultima nel 1766.
Il 12 novembre 1799 essi stessi, assieme alle popolazioni del Venezuela, sbigottirono di fronte a uno spettacolo celeste senza precedenti. Bonpland riferì che si vedevano così tante stelle cadenti che “non c’era una regione più grande di tre volte la Luna che non fosse piena in ogni istante di meteore”.
La pioggia fu anche vista in altri luoghi del Sud America e al largo della Florida.
A bordo della sua nave, alle 3 del mattino, Andrew Ellicott venne chiamato ad assistere al fenomeno, e lasciò scritto nel giornale di bordo che “l’intero cielo appariva come illuminato da razzi celesti, che scomparvero solo con il sorgere del Sole”[9].
Delle piogge del 1832, 1833 abbiamo già parlato in precedenza[10].
Aggiungiamo qui che lo storico R.M. Devens definì la tempesta meteorica del 1833 uno dei 100 eventi più memorabili dell’intera storia degli Stati Uniti, e raccontiamo il seguente aneddoto: un piantatore della Carolina del Sud fu svegliato dai pianti disperati degli schiavi della sua e di altre due piantagioni.
Sentì una voce che lo chiamava per nome e che esclamava “Oh mio Dio, il mondo è in fiamme!”. Precipitandosi all’esterno non sapeva se meravigliarsi più per lo spettacolo celeste o per la moltitudine di neri, prostrati a faccia in giù, che imploravano Dio di salvare loro stessi e il mondo[11]. E indubbiamente molti pensarono che il mondo stesse per finire.

 

Profezie di Antonio di Capua

Storia delle apparizioni della Vergine della Rivelazione degli ultimi tempi [12] 


Illustrazione 2: Capua (Caserta). Santuario di S. Lazzaro.

Nella città di Capua in Provincia di Caserta esiste un piccolo Santuario intitolato a San Lazzaro che viene aperto solo la Domenica per la celebrazione della Santa Messa. Trovasi lontano dal centro abitato e solo una volta all’anno, nel periodo di Pentecoste, viene visitato da pellegrini provenienti dai paesi limitrofi che ancora conservano un'antica venerazione per il  Santo che ha operato molti miracoli come dagli ex voto che si possono ammirare all’interno del Santuario.

Antonio, che nel 2000 si trovava in “cassa integrazione” ricevette dal Parroco, le chiavi del Santuario per tenerlo aperto tutti i giorni con le mansioni di sacrestano.

Il 25/02/2001, mentre era intento a preparare l’altare sentì una voce dolcissima che gli disse: non temere, sono la Vergine della rivelazione degli ultimi tempi. Si voltò e vide sulla sinistra del tabernacolo del Santuario, una figura femminile di uno splendore eccezionale. Era vestita di azzurro e aveva un manto color crema che coprendo i capelli scendeva fino ai piedi. Aveva sulla testa una corona di dodici stelle, era circondata da milioni di angioletti.

Ella gli disse: Sono la Vergine della rivelazione degli ultimi tempi. Antonio stupito si trovò inginocchiato e si mise a pregare.

Altre apparizioni seguirono ed in quelle successive la Vergine Santa chiese due cenacoli di preghiera da tenersi in quel Santuario il primo e il terzo martedì del mese, per meditare, attraverso la recita del Santo Rosario, sulla passione di Gesù.
Antonio custodiva questo desiderio della Vergine Santa nel suo cuore, fino a quando la Madonna stessa, il 25/12/2001 non lo autorizzò a confidare al Sacerdote del Santuario le Sue richieste.

La cosa avvenne l’11 gennaio 2002. Il Sacerdote lo ascoltò attentamente e senza commentare lo invitò a recarsi dal Vescovo per aggiornarlo sugli avvenimenti straordinari. L’incontro avvenne il 12 gennaio 2002. In quella sede, il Vescovo, senza esprimersi in merito alle apparizioni mariane, autorizzò i cenacoli di preghiera nel Santuario di San Lazzaro che ebbero inizio il 19/02/2002.

Nel frattempo, su invito della Madonna, si procedeva alla realizzazione del quadro che la ritraeva così come era apparsa ad Antonio, che avrebbe dovuto essere collocato all’interno del Santuario, come di concerto con il Sacerdote.
Il 19/03/2003 il Santuario venne chiuso per ristrutturazione. L’11/06/2003, per ordine della Vergine Santa venne consegnata all’Arcivescovo di Capua e successivamente al Sacerdote del Santuario una relazione scritta a mano, contenente le richieste da Lei fatte ad Antonio.
Con la riapertura del Santuario il 21/05/2004 a conclusione dei lavori, non vennero ivi consentiti i cenacoli di preghiera, né fu permesso l’ingresso del quadro della Vergine della Rivelazione degli ultimi tempi, ormai terminato. Gli incontri di preghiera del primo e terzo martedì del mese richiesti dalla Madonna continuarono, e continuano tuttora, in Capua (Caserta) alla via San Tammaro, 20 - Parco delle rose, scala “B” - in una sala privata, preparata per accogliere e custodire anche il quadro della Madonna.
Nell’incontro di preghiera del 18/01/2005 la Vergine Santa chiese la “quattordicina”, un periodo di intensa preghiera, dal 12 al 25 febbraio di ogni anno, nel cuore della Quaresima, chiedendo che in questo tempo di quattordici giorni, si partecipasse alla Santa Messa quotidiana,  si recitasse  il Santo Rosario dinanzi alla Sua immagine meditando  ogni giorno una delle stazioni della via Crucis.
Sempre per ordine della Vergine degli ultimi tempi, fu inaugurata il 4 giugno 2006, giorno di Pentecoste, l’Associazione denominata “Movimento Mariano Regina degli ultimi tempi” della cui costituzione  il Consiglio Direttivo, con lettera del 16 maggio 2006, informò sia  il Vescovo della Diocesi che il Parroco del Santuario.
Essendo ancora in corso le apparizioni mariane, ed essendo nata l’Associazione intorno ad esse, il Vescovo con lettera del 14 giugno 2006 indirizzata al Presidente, e pubblicata sul sito della Diocesi di Capua, così si esprimeva: il “Movimento Mariano Regina degli ultimi tempi” non è riconosciuto dalla  Chiesa Diocesana,  per cui i cristiani obbedienti  e devoti si astengano dal partecipare a questo gruppo religioso”. Nel gennaio 2008, Padre Angelo, sacerdote della Diocesi di Caserta, si offrì spontaneamente di divenire  Guida Spirituale del gruppo mariano, con la “condizio sine qua non” di sciogliere l’Associazione “Movimento Mariano Regina degli ultimi tempi” in quanto questa non era stata riconosciuta dalla Chiesa Diocesana. In data 05 Aprile 2008 l’Associazione fu sciolta e ne furono informati per iscritto, sia il Vescovo Diocesano che il Sacerdote del Santuario di San Lazzaro. Attualmente, poiché Padre Angelo è stato trasferito altrove, il gruppo di preghiera agisce ed opera  con la sola mano di Dio, continuando  gli incontri di preghiera del primo e terzo martedì del mese, nella solita sede, come segno di amore e di fedeltà  alla  Vergine Maria .

Fra i tanti messaggi che rilevo dal sito  Vergine degli ultimi tempi. com[http://www.verginedegliultimitempi.com/allineamento_pianeti.htm] mi ha destato interesse questo messaggio, intravedendovi una curiosa relazione con fatti astronomici.

Messaggio di Rivelazione ricevuto da Antonio di Capua il 28/08/2003

Mentre leggevo la Sacra Scrittura fui rapito in estasi. Una voce di uomo mi parlò e mi disse: figlio mio non temere, io sono il Signore dell’Universo, Dio e Padre Onnipotente, prendi carta e penna e descrivi quanto sto per mostrarti. In visione vidi la nostra Galassia, vidi ancora i nove pianeti allinearsi intorno al sole formando una croce. Poi di nuovo il Signore mi parlò e mi disse: figliolo, quello che hai visto sarà il segno grandioso che tutti gli esseri umani vedranno tramite i mezzi di comunicazione. Questo fenomeno cosmico avverrà prima che la mia ira si abbatterà sull’umanità.

 L’allineamento dei pianeti

Naturalmente, il Messaggio di Rivelazione del 28/08/2003 ricevuto da Antonio di Capua suddetto, io l’ho visto come una seconda “mela di serenditipy”, dopo quella della meteora dello sciame delle Leonidi del 1998, rilevata dall’astrofilo di Lugo, Lorenzo Lovato.
A questo punto si capisce chiaramente l’idea che mi è venuta, che è quella di servirmi delle effemeridi planetarie del momento del fenomeno astronomico in questione, immaginandole connesse casualmente ad una situazione planetaria con i pianeti allineati, evento profetizzato da quell’Antonio di Capua, non si sa come. È come vincere un terno al lotto nel migliore dei casi, ma non si può mai sapere!
Ovvio, a questo punto, che se mi sono apprestato a scrivere questo saggio, avente per titolo proprio questo tema, significa che ci ho azzeccato.
Ma occorre premettere che sono un ricercatore piuttosto esigente e meticoloso, molto disposto a non mettere in dubbio il lato scientifico e particolarmente la scienza matematica.
Perciò, nel caso in questione, non si tratta di trovare solo una certa geometria planetaria che dia luogo ad un singolare allineamento di pianeti (grosso modo com’è stato immaginato da quelli del sito di Antonio di Capua, con alcuni pianeti disposti in croce, non che si debbano intendere tutti allineati, cosa inverosimile). Tanto più che la geometria in questione, dovendo  illuminare su fatti spirituali, dovrà essere speciale, nel senso che dovrà possedere requisiti matematici del tutto simili a quelli che informano le opere pittoriche rinascimentali, per esempio, fra sezione aurea ed altro di notevole.
Detto questo e procedendo nello studio di ricerca, non ritenevo a primo acchito di ottenere queste cose con l’elaborazione astronomica delle effemeridi relative ai dati forniti dall’astrofilo di Lugo, Lorenzo Lovato, ma solo un orientamento, contando sul fatto che la mappa planetaria giusta vi si poteva approssimare notevolmente. Cosa che dopo averla valutata mi è come parsa “sfocata”, ma disposta incredibilmente a dar credito alla predizione di Antonio di Capua. Infatti mi è bastato anticipare la data solo di due giorni per ottenere ciò che mi aspettavo, l’esatto allineamento dei pianeti, sole compreso, cosa che è davvero sorprendente, se non incredibile.

Riepilogando dunque, ecco i nuovi dati corrispondenti ad una ipotetica meteora Leonida – mettiamo anche  – immaginaria cui farò seguire la tabella delle effemeridi per la quale mi sono servito di un programma presente su internet: vedasi Solar System Live by John Walker. Sito Internet: http://www.fourmilab.ch/cgi-bin/Solar/action?sys=-Sf.

Data: 15.11.1998, 00h06m TU; Radiante (17/11): Ascensione Retta 10h 06m; declinazione : +22°; località: Lugo (Ravenna); coordinate: 44°25’41”N  11°54’31”E

 

Elaborazione delle mappe planetarie

del sistema solare del 15.11.1998, 00h 06m TU[13]

 
Illustrazione 3: Sistema solare del 15 novembre 1998,
00h 06m TU. Lat. 44°25’41”N Long. 11°54’31”E

Time: 1998-11-15 0:06:00 UTC: 00h 06m TU  Julian 2451134.50417
Show: Icons
Display: Full system - Size: 320 - Stereo: Cross
Orbits: Real
Observing site: Lat. 44°25’41”N - Long. 11°54’31”E
Heliocentric: Lat.  90°N - Long. 0°
 

Ephemeris:
From 44°25’41”N 11°54’31”E:

Right                   Distance    From 44°25’41”S 11°54’31”E:

  Ascension Declination  (AU)  Altitude Azimuth
Sun 15h 19m 59s -18° 22.2’ 0.989 -25.244 -18.177 Set
Mercury 16h 52m 42s -25°  9.8’ 0.943 -20.200 5.675 Set
Venus 15h 36m 40s -18° 59.1’ 1.709 -25.462 -13.756 Set
Moon 12h 30m 46s +0°  8.8’ 63.1 ER -21.294 -67.777 Set
Mars 11h 36m 33s +4° 16.1’ 1.928 -14.979 -81.120 Set
Jupiter  23h 18m 42s -5° 59.3’ 4.450 13.023 94.402 Up
Saturn 1h 49m 43s +8° 22.3’ 8.370 26.129 135.065 Up
Uranus 20h 46m 56s -18° 35.9’ 20.085 -3.942 58.989 Set
Neptune 20h  7m 14s -19° 54.2’ 30.503 -8.711 50.769 Set
Pluto 16h 29m 42s -10° 16.4’ 31.044 -35.298 0.163 Set


Illustrazione 4: Sistema solare del 15 novembre 1998, 00h 06m TU. Pianeti veloci


Illustrazione 5: Sistema solare del 15 novembre 1998, 00h 06m TU. Pianeti lenti.

Per le elaborazioni delle mappe planetarie in questione mi sono avvalso delle orbite riportate sull’Atlante dell’Universo di Pierre Kohler, edito da Rizzoli, pp. 78 e 80.
Ho riscontrato degli errori nel verificare la rispondenza delle effemeridi sopra riportate con il grafico relativo elaborato dal programma adottato (illustr. 3). Infatti i disegni che ho poi eseguito – le illustr. 4 e 5 – si sono dimostrati abbastanza affidabili avendo riscontrato accettabili le distanze in UA dei pianeti e Sole con la Terra, riportate nella tabella delle suddette effemeridi.
Si obbietterà sull’esattezza matematica della geometria che fa apparire gli allineamenti dei pianeti, tale da far dubitare che sia possibile una tale condizione. Questo è vero, ma in questa sede si sta cercando una configurazione ideale che possa concordare con la possibile visione fatta da Antonio di Capua che è di ordine spirituale.
Tuttavia, per non mortificare la scienza astrofisica, è d’uopo considerare che i corpi celesti non sono esclusivamente dei “puntini” nello spazio, come quelli della geometria ricercata. Ogni corpo dell’astrofisica ha una sfera d’azione diversa una dall’altra ed è in queste sfere che si trovano i “puntini” in questione, tant’è che in astrologia se ne tiene conto quando si analizzano gli aspetti fra i pianeti e sole (di congiunzione, opposizione, trigoni, quadrature, ecc.). Queste considerazioni valgono anche per la scelta del momento dell’evento planetario del 15 novembre 1998, ipoteticamente a Lugo di Ravenna, alle 00h e 06m. Anche qui c’è una sfera d’azione legata al tempo con il relativo giusto “puntino” per dar credito all’ipotesi esatta dell’allineamento dei pianeti così come si vedono attraverso le illustr. 4 e 5.

I disegni sono abbastanza comprensibili per capire quattro cose fondamentali:

  • La prima è il riscontro dell’ortogonalità degli allineamenti di Marte-Sole con Venere-Terra, tale da comprovare la visione della croce da parte di Antonio di Capua. (illustr.4)

  • La seconda è che la Terra, attraverso il triangolo rettangolo AGH, si trova a configurarsi con un angolo di 60° con le direttive HA e HG (l’ipotenusa doppia del cateto).L’idea che sorge è che la Terra si possa immaginare all’insegna di un esagramma (per esempio il segno di Davide caro al Cristianesimo e all’Ebraismo). Oppure del segno del “sei”. (illustr. 4)

  • La terza è che Venere, attraverso il triangolo rettangolo BAG, si trova dal canto suo a configurarsi all’insegna della sezione aurea AC, che è 0,618... Il cateto BG risulta, dall’operazione grafica per trovare la sezione aurea suddetta, uguale a 1 – 0,618... = 0,381..., immaginando l’ipotenusa AB = 1. (illustr. 4)Il passo è breve per far sorgere una successiva idea che il pianeta Venere sia all’insegna del pentagramma, poiché lo si può ottenere graficamente, come si sa, dalla sezione aurea appunto. Anche qui è il segno del “cinque” che può contare, e che insieme al suddetto “sei” potrebbe condurre a rivelazioni di ordine spirituale.

  • La quarta, rifacendoci all’illustr. 5, risultano nell’insieme due generi di allineamenti, una croce che sormonta un triangolo. È chiaramente un ideogramma che porta a configurare il cuore della Vergine Maria su cui è piantata la croce del figlio Gesù Cristo, o anche lo stesso cuore del Cristo coronato di spine e fiammeggiante (una nota icona del Cristo). Questo riguarda il Cristianesimo, ma si tratta anche del più importante ideogramma esoterico che rappresenta la conclusione dell’Opera Alchemica, la Quintessenza. Se capovolta rappresenta il sale alchemico.

  

Il sesto sigillo

Apocalisse di Giovanni 6,12-17.


Illustrazione 6: Albrecht Dürer. Il sesto sigillo
dell’Apocalisse di Giovanni. Opera a bulino

«Quando l’Agnello aprì il sesto sigillo, vidi che vi fu un violento terremoto. Il sole divenne nero come sacco di crine, la luna diventò tutta simile al sangue, le stelle del cielo si abbatterono sopra la terra, come quando un fico, sbattuto dalla bufera, lascia cadere i fichi immaturi.
Il cielo si ritirò come un volume che si arrotola e tutti i monti e le isole furono smossi dal loro posto.
Allora i re della terra e i grandi, i capitani, i ricchi e i potenti, e infine ogni uomo, schiavo o libero, si nascosero tutti nelle caverne e fra le rupi dei monti; e dicevano ai monti e alle rupi: Cadete sopra di noi e nascondeteci dalla faccia di Colui che siede sul trono e dall'ira dell'Agnello, perché è venuto il gran giorno della loro ira, e chi vi può resistere?
»

Già questa situazione catastrofica sembrò avverarsi realmente con l’evento meteorico ricordato dallo storico R.M. Devens. Come già detto in precedenza, egli definì la tempesta meteorica del 1833 uno dei 100 eventi più memorabili dell’intera storia degli Stati Uniti.

A tal uopo si racconta appunto questo aneddoto, già citato: un piantatore della Carolina del Sud fu svegliato dai pianti disperati degli schiavi della sua e di altre due piantagioni.

Sentì una voce che lo chiamava per nome e che esclamava “Oh mio Dio, il mondo è in fiamme!”. Precipitandosi all’esterno non sapeva se meravigliarsi più per lo spettacolo celeste o per la moltitudine di neri, prostrati a faccia in giù, che imploravano Dio di salvare loro stessi e il mondo.
Ma ci fu solo un grande spavento generale e nessuna catastrofe ed ora con l’impatto dell’effettivo allineamento dei pianeti predetto da Antonio di Capua, sarà la stessa cosa? Tanto più che il segno del “cinque” e del “sei”, riferibili ai pianeti Venere e Terra secondo l’illustr. 4, non ci evita di rapportarli al succedersi dei sigilli corrispondenti. Abbiamo visto sopra cosa comporta l’apertura del sesto sigillo e sappiamo che il quinto sigillo riguarda «le anime di coloro che furono immolati a causa della parola di Dio e della testimonianza che gli avevano resa.» e che invocano giustizia a gran voce (Apocalisse 6,9-10). Quasi a diventare ira e traboccare tramite la Terra col sesto sigillo prossimo ad aprirsi. Venere dunque rispecchia le sembianze della Madonna e rappresenta l’umanità da riscattare e sarà Marte a far da giustiziere quale armatura di Michele arcangelo.

Completa questa visione il fatto astronomico delle meteore come provenienti dalla costellazione del Leone, per alludere al «leone di Giuda della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide» che apre «il libro e sette sigilli» dell’Apocalisse.

 La Madonna della roccia di Belpasso di Catania

Un altro caso Mariano

 

Resta da far luce sul senso da dare al riscontrato “allineamento dei pianeti” predetto da Antonio di Capua, per altro molto dopo il 17 novembre 1998, il 28 agosto 2003.  Se visto solo da questa postazione, pur non rinnegando l’evento si finirebbe per fare la parte degli scienziati di fronte a cose che essi non si spiegano in alcun modo, come i miracoli accertati per tali da essi stessi. Non se fa assolutamente menzione nelle accademie e questo può essere comprensibile altrimenti viene meno il principio della scienza che deve poggiare su assolute certezze.
Salvo poi a rivedere gli stessi principi e modificarli in relazione a nuove scoperte che lo richiedono in modo assoluto.

Un senso c’è, al caso delle veggenza di Antonio di Capua che non può essere negata avendola dimostrata rispondente ad un fatto planetario realmente accertato ora da me con questo scritto, inoppugnabili concezioni astronomiche anche se di un dilettante.
Purtroppo si tratta di un altro senso per mettere ancora di più in castigo l’esigente accademico e con lui una marea di comuni scettici e peggio ancora se atei.
Il guaio è per tutti costoro incapaci di “credere” per fede è che i fatti di Antonio di Capua e quelli di un altro caso Mariano, per mezzo di un altro come lui che si chiama Rosario di cui parlerò di seguito, non c’è alcun collegamento temporale e solo attraverso di me, che nessuno conosce, sembra possibile dare un significato – e che significato! – a quel novembre 1998 del riscontrato “allineamento dei pianeti”.

Adesso vi parlo della Madonna della Roccia di Belpasso di Catania mettendovi sotto gli occhi la foto di una cappella eretta in onore di questa Madonna, poiché è stata completata proprio nel 1998 come si vede chiaramente. (illustr. 7) Che ne dite? Un’altra casualità e lasciare senza sostegni il “miracolo” astronomico della predizione di Antonio di Capua?


Illustrazione 7: Belpasso (Catania). Cappella della Madonna della Roccia.

Questa è la storia della Madonna della Roccia di Belpasso.

Su una piccola roccia lavica posta in una radura alle porte di Belpasso, un paese alle falde dell’Etna, in provincia di Catania, dall’11 maggio 1986 al 1988 la S. Vergine è apparsa a un quindicenne, Rosario Toscano, per affidargli un messaggio di amore e di pace per tutti gli uomini amati dal Signore. Avendogli poi promesso che sarebbe apparsa di nuovo quando si sarebbe profilato all’orizzonte della storia un grave periodo per l’umanità, il 25 marzo 1999 la “dolce Signora” fa un ultimo appello a tutta la Chiesa per indicare una via luminosa di rifugio, di speranza e di consolazione.

La S. Vergine della Roccia di Belpasso insiste nel suo messaggio sul senso di appartenenza a Dio e sull’importanza della docilità all’opera che lo Spirito Santo ha iniziato in noi col battesimo. Perciò, esorta ad affidarci alle sue cure di Madre mediante la consacrazione al suo Cuore Immacolato, fondata su un cammino di penitenza, preghiera e riparazione. La Madre di Dio mette in relazione la principale missione del suo Cuore col titolo di Regina della Pace perché percorrendo la via del suo Cuore tutti i suoi figli diventino autentici cristiani, ottengano la pienezza di quel sommo bene che è suo Figlio, Re della Pace e nostra Pace, alla cui destra Lei siede come Regina, e realizzino in se stessi e nel mondo la presenza di Cristo.

Sulla Roccia di Belpasso, dove è stato collocato il simulacro della Ss. Vergine, oggi sorge la cappella-tempietto in onore del Cuore Immacolato di Maria, Regina della Pace, dichiarata Santuario da S. E. Mons. Luigi Bommarito, Arcivescovo Metropolita di Catania, il 1 maggio dell’anno giubilare 2000, e i pellegrini stanno prodigandosi per l’edificazione di una basilica.

 Struttura della Cappella

L’edificio ha una pianta circolare con un diametro di m. 10 da cui si elevano dodici colonne che si concludono con semplici capitelli su cui poggiano dodici archi a tutto sesto.
Sulle dodici architravi si poggia una cupola semisferica, che raggiungendo alla sommità l’altezza di m. 12 si apre con un foro del diametro di m. 2, che lascia cadere all’interno dello spazio interno la luce dall’alto.
Le dimensioni e i numeri della cappella hanno chiaramente dei significati simbolici pregnanti e fanno dell’edificio un ‘architettura sacra con forti contenuti simbolici e spirituali. Il basamento di 10 metri richiama all’ebraismo, la religione dei padri, con i dieci comandamenti mosaici, da cui nasce il cristianesimo, che completa... i 10 comandamenti con i due comandamenti dell’amore, amore di Dio al di sopra di tutto e del prossimo come se stessi.

I 12 metri di altezza della cappella simboleggiano appunto, l’edificio della Cristianita’. Anche le dodici colonne sono un simbolo cristiano, fanno pensare ai 12 apostoli, mentre i 12 archi alle 12 stelle che incoronano il capo della Vergine Maria, la donna vestita di sole dell’Apocalisse.
I cementi pigmentati gialli e le pietre degli inerti del calcestruzzo utilizzato per edificare la cappella sono anch’essi un simbolo della luce divina che investe l’Immacolata Madre del Verbo.
Il tempietto e sovrastato da un anello realizzato con cementi assolutamente bianchi su cui e’ incisa con lettere dorate in latino, la giaculatoria “Cuore Immacolato di Maria, Regina della Pace prega per noi”.
L’importanza di tale frase, che è una preghiera che sgorga sempre dal cuore e dalle labbra dei fedeli che pregano a Belpasso è evidente perché in essa è sintetizzata l’essenza dei messaggi e l’autopresentazione della Madonna nelle apparizioni di Lourdes, Fatima e Medjugorie.

Oggi il cielo, attraverso Maria con i messaggi di Belpasso, invita i fedeli a prendere coscienza del filo conduttore che lega i messaggi delle ultime e più note apparizioni mariane dall’800 ad oggi, ed il suo fine ultimo, che è quello di condurre attraverso il culto al cuore Immacolato di Maria, i figli al cuore del Padre.[14]

 

Conclusioni

I fedeli nel Cristianesimo, a cominciare da quelli della comunità di Antonio di Capua e gli altri della comunità di Rosario di Belpasso, ma anche tanti altri che sono presi dal culto Mariano, dopo aver letto questo mio scritto saranno più ferventi nella fede. Su questo ci si può contare ma per tutti gli altri, poco o niente inclini al genere di suddette predizioni Mariane, per giunta già avvenute ma senza concreti riferimenti di fatti cui dar credito, non sarà valso per nulla il segno dell’“allineamento dei pianeti” in questione e la coincidenza della data relativa con quella posta sulla Cappella della Madonna della Roccia di Belpasso.

Eppure riflettendo su una delle rivelazioni ricevute da Antonio, quella del 16/12/2003 si può immaginare quale possa essere il mondo oggetto dell’ira del Signore in questione. Leggiamola insieme, perché vi sono delle parole chiavi che sono molto eloquenti:

 

«Durante la recita del Santo Rosario, al quinto mistero doloroso, in visione vidi la Vergine della Rivelazione degli ultimi Tempi venire verso di noi portando per mano Gesù bambino. Rivolgendo la parola a tutti noi presenti nel cenacolo disse: figli miei prediletti, vi amo tutti e vi benedico. Voglio che preghiate per tutte quelle persone che io, la vostra mamma celeste, vi mando attraverso Internet, perché dalle vostre preghiere nasceranno per loro grazie e conversioni. Prima di andar via, ci benedisse nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.».

 Dunque non può che trattarsi del mondo di Internet nato sul finire del secondo millennio e apprestandosi a svilupparsi in questo terzo millennio. Infatti il Gesù bambino che la Vergine porta per mano non può che riferirsi a questo.
Internet nel passato non esisteva e al suo posto c’era il mondo Astrale dei pagani,  gli inferi. E sappiamo che era continuamente visitato da alcuni preposti ad un simile difficile viaggio. Come quello di Ulisse raccontato da Omero nell’Odissea, per esempio.
Naturalmente questa spiegazione non esclude il fatto che anche gli abitanti del pianeta Terra siano coinvolti nel bene e nel male oggetto ipotetico degli effetti apocalittici in prospettiva che valgono perennemente nel corso della storia dell’umanità. Ma è vero anche  che il disegno degli allineamenti dei pianeti, veramente determinatosi il 15 novembre 1998 a mezzanotte, ora di Greenwich, come attestano le illustr. 4 e 5, trova l’unica spiegazione nell’erezione della cappella Mariana di Belpasso.
Ma quale il legame concreto secondo la logica umana? Nessuno!

Salvo a dar retta alla locuzione iniziale della mela:

«Qual dolce mela che rosseggia alta su un ramo, se ne stava sola, alta fra le più alte: la dimenticarono i raccoglitori? No, non la dimenticarono. Solo, non riuscivano a raggiungerla...».

I “raccoglitori”? Quelli dell’esoterismo, a dar retta al genere di segno del 15 novembre 1998? Una minaccia di mali per l’umanità ed un ideogramma, la quintessenza dell’Alchimia: due fatti che si contrastano. Ma i mali mortali, come il cancro, quando si insinuano nel corpo umano nessuno li avverte e solo quando sono abbastanza avanti nello sviluppo, allora li si accerta, solo che è troppo tardi.
L’anno 1998, infatti, non dice nulla in apparenza, ma un esoterista potrebbe far capo al gioco dei numeri e interpretarlo 999 uno dei quali è 1+8: di qui 666 capovolgendolo. Oppure, 1998 dividerlo per 3 e ottenere 666. Incredibile ma dalla bestia dei numeri apocalittica non ci si aspetti altro basato sulla razionalità!
Resta solo da spingere l’immaginazione per capire sull’ipotetico germe canceroso che si pensa si sia insinuato in quel 15 novembre 1998. Quell’Antonio di Capua “contattista” del quale neanche la Chiesa non ne vuole più sapere?

Capua ci ricorda gli “ozi” di Annibale e la sua successiva disfatta ad opera dei Romani. Chissà Antonio è della razza di Annibale di un’Africa da riscattare.
Capua, meglio S. Maria Capua Vetere, ci ricorda il gladiatore Spartaco e la sua rivolta alla possente Roma imperiale.
Capua ci riporta al capuano Ettore Fieramosca che si oppose agli arroganti cavalieri francesi.
Ma Antonio di Capua e anche Rosario Toscano di Catania, sono solo dei “prestanomi” e nessuno riuscirà mai a capire chi vi possa stare dietro.

 

 

[1]  Saffo, Frammenti.
[2]  Sito Internet: http://sociologia.tesionline.it/sociologia/glossario.jsp?GlossarioID=3387
[3]  Sito Internet: http://www.castfvg.it/meteore/bolidi/981117b4.htm
[4]  Il ritorno delle Leonidi , Gabriele Vanin . [Estratto da Astronomia UAI n.6, novembre-dicembre 1998].  Sito Internet: http://meteore.uai.it/leo98.htm
[5]  Hughes, D. W., Vistas Astron., 26, 325-345 (1982).
[6]  Schiaparelli, G. V. La pioggia delle stelle, in Le più belle pagine di astronomia popolare (Hoepli, Milano, 1925).
[7]  Bone, N. Meteors (Sky Publ. Corp., Cambridge, 1993).
[8]   Hughes, D. W., Vistas Astron., 26, 325-345 (1982).
[9]   Hughes, D. W., Vistas Astron., 26, 325-345 (1982).
[10] Vanin. G. Astronomia, 4, 34-38 (1998).
[11]  Giovanni. Apocalisse, 6, 13.
[12]  La Madonna è apparsa ad Antonio il 25 febbraio 2001 nel Santuario di San Lazzaro in Capua (Caserta) definendosi “Vergine della Rivelazione degli ultimi tempi”. Ha chiesto la diffusione del Santo Rosario in tutto il mondo per meditare sulla passione di Gesù e due cenacoli di preghiera da tenersi nel Santuario il primo e il terzo martedì del mese. Le rivelazioni private sono tuttora in corso.
[13]  Sito Internet: http://www.fourmilab.ch/cgi-bin/Solar
[14] ASSOCIAZIONE COMITATO REGINA PACIS - Piazza Stella Aragona, 2 - 95132 BELPASSO (CT). Sito Internet: http://www.madonnadellaroccia.org/comitato1.htm

 

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